LA STORIA
COMPAGNIA TEATRALE GRUPPO TEATRO SHALOM
CENNI STORICI SUL TEATRO AMATORIALE EMPOLESE
  La città di Empoli vanta una attività teatrale amatoriale già nel 1851 quando si costituì ufficialmente l’associazione  “DELL’ACCADEMIA DEI GELOSI IMPAZIENTI” che esisteva già dal 1700 e che praticamente nacque con l’edificazione del Teatro Salvini
Cliccando info sarai rimandato ad un sito sulla storia della filodrammatica
Quello   che   emerge   infatti   dalla   storia   del   Teatro   Salvini   è   il   segno   forte   che   esso   ha   lasciato   nella   vita culturale   della   città   ed   il   fatto   che   esso   ha   rappresentato   per   Empoli   una   vera   e   propria   istituzione.   Senza dimenticare   che   esso   è   stato,   nella   provincia   fiorentina,   il   primo   esempio   di   struttura   teatrale   promossa   da un’accademia   (Accademia   degli   Impazienti,   divenuta   nel   1710   Accademia   dei   Gelosi   Impazienti)   ed anche   il   primo   esempio   di   teatro   a   pianta   ovoidale,   mantenuta   anche   nella   ristrutturazione   del   1818   ad opera del prestigioso architetto Luigi de Cambray Digny .
      l’Accademia dei Gelosi Impazienti, dei quali ormai nessuno parla più, fu fondata per la gestione di un Teatro, fatto costruire dalla Famiglia dei Neri, e in particolare da Ippolito e dal fratello Pietro, entrambi medici. Correva l’anno 1691, e il Teatro si trovava più o meno dove si trova attualmente il cinema La Perla, all’inizio di quella che una volta si chiamava via dei Frati ed adesso si chiama appunto via dei Neri, in ricordo della antica famiglia che qui possedeva le proprie case. Oltre al Teatro, dove si recitavano anche commedie scritte da commediografi locali, utilizzando attori più o meno improvvisati, c’erano anche alcune sale, dove si giocava a carte e addirittura, in epoca più recente, a biliardo. Per essere ammessi alla Accademia, e quindi avere diritto a un palco per la famiglia e accesso alle sale da gioco, occorreva far parte delle migliori famiglie empolesi e pagare una quota annua. Era un vero e proprio status simbol, come lo era avere una cappella privata nelle chiese della città.Erano esclusi tassativamente coloro che esercitavano mestieri manuali, considerati poco nobili: in pratica restavano fuori gli appartenenti alla piccola borghesia, allora emergente. Si trattava di un vero e proprio club, come si direbbe oggi, un circolo chiuso, all’interno del quale solo la classe dirigente di allora, che oggi definiremmo alta borghesia, trovava accoglienza. Dall’Accademia erano assolutamente escluse le donne e, dal momento che il diritto di appartenenza era ereditario, nel caso che tale diritto fosse finito a una donna, questa doveva nominare un suo rappresentante, o procuratore, pena l’esclusione automatica.Impazienti va bene...ma perché Gelosi? Provo a indovinare. Nel 1710, come si rileva da una bozza di contratto, peraltro non andata a buon fine, una seconda Accademia (probabilmente costituita da personaggi esclusi dalla prima, e per tanto, forse, Gelosi...) chiese ai legittimi proprietari, i Neri, di acquistare "lo stanzone" o Teatro delle Commedie. Nel 1751 questa vendita si concluse positivamente e gli acquirenti furono appunto i Gelosi Impazienti, che nel frattempo, si può dedurre, si erano fusi. Da due Statuti, uno del 1851 e l’altro del 1894, che si sono conservati e che sono reperibili nella nostra Biblioteca, è possibile conoscere come era organizzata la vita accademica. Il capo del Consiglio o Seggio Accademico, che veniva eletto ogni tre anni, era il Console, coadiuvato da due Consiglieri. Era previsto un Segretario e un Camarlingo (o Tesoriere), mentre al Provveditore erano affidate le chiavi del Teatro. Una figura particolare era l’Accademico di Ispezione, ruolo ricoperto a turno da tutti gli Accademici, che aveva il compito di garantire il rispetto della corretta gestione del Teatro.Oltre che garantire le normali ispezioni di sicurezza, come l’accertarsi che non venissero introdotti nel teatro fuochi accesi, come caldani, pipe per fumare ecc... vigilava anche che la tipologia e la qualità dello spettacolo fosse quello promesso dalle compagnie, che si alternavano sulle scene. In effetti era una specie di difensore dei diritti dei consumatori-spettatori. Era compito suo anche accertarsi che il nome degli attori che compariva sulla locandina corrispondesse effettivamente a quello degli attori recitanti, per evitare che una diversa qualità della rappresentazione, rispetto a quella promessa, potesse danneggiare gli spettatori. Era permesso consumare pasti nei palchi, ma non erano ammessi schiamazzi: la forza pubblica, sempre presente, poteva intervenire ed allontanava gli importuni. Il motto dell’Accademia era naturalmente in latino: aut cito aut numquam, o subito o mai più.Lo stemma invece raffigurava un cervo inseguito da un cane. Il Teatro già nello Statuto del 1894 portava il nome del grande attore Tommaso Salvini, e lo conservò fino alla fine, quando, la notte del 24 luglio del 1944, i genieri della Panzer Grenadier minarono il campanile della chiesa di Sant’Agostino e lo fecero cadere sul Teatro, distruggendolo.Toccherà all’ultimo Console, il mitico "Sor" Antonio del Vivo e al suo Camarlingo, Alarico Castellani, unici sopravvissuti dell’ ultimo Seggio Accademico alle rovine della guerra, a chiudere ufficialmente l’Accademia dei Gelosi Impazienti, con la vendita dell’area del Teatro alla ditta Cecchi & Chambry, che presto costruirà l’attuale cinema La Perla.Cosa si saranno detti, il Console e il suo Camarlingo, con gli occhi umidi, nell’ultima adunanza? Mistero... gli archivi dell’Accademia sono misteriosamente spariti nel nulla, insieme ai sogni, alle speranze, alle commedie e agli intrighi, di intere generazioni di appassionati di teatro e di potere.        Dal 1916 a Empoli l’attività teatrale amatoriale fu esercitata principalmente dal Gruppo Teatrale Filodrammatico Tommaso Salvini, che dal 1930 trovò un suo spazio in via  Socco Ferrante  nella struttura che poi diventò il “Cinema Cristallo” La “Filo” riuscì ad avere un teatro proprio, attrezzato per qualunque effetto scenico, che permise un notevole salto di qualità ed avvicinarsi alle caratteristiche delle compagnie professionali, purtroppo nel 1947 gli eredi Bini dell’immobile revocarono la concessione del locale, e ciò procurò un durissimo colpo alla “Filo” che dopo tanti sacrifici per ottenere un teatro efficente si trovò costretta a traslocare in un capannone di via Salvagnoli, dove fu allestita una sala, che per la insufficente capacità ricettiva e le modesta attrezzature in breve riportò la società ai tempi dei teatrini rionali. Nel locale di via Ferrante fu demolito il palcoscenico per adattarlo a cinematografo. e venne a mancare in Empoli l’unico locale dove le compagnie amatoriali poteveno avere accesso gratis ad un vero palcoscenico. Oltre a ciò si aggiunse la predetta distruzione del teatro Salvini, che in verità fu solo danneggiato dal crollo del campanile minato dai Tedeschi, e invece di procedere ad un restauro fu deliberatamente  raso al suolo e ricostruito come sala cinematografica, in una cieca ottica di degradamento culturale, che privò la città di un vero gioiello che oggi molti rimpiangono.                    Dopo un periodo piuttosto buio, nel 1974 un gruppo di appassionati di teatro, propose al parroco di allora della parrocchia di San Giovanni Evangelista, Don Nello, di  trasformare una piccola sala  di proprietà della parrocchia, che dal 1971 esercitava l’attività di cinecircolo e altre attività sotto il nome di “Teatro della Madonnina del Grappa, in un piccolo teatro  che dal1973 iniziò a programmare una vera e propia stagione teatrale. Nel 1975 con l’aiuto economico prodigato dalla cittadinanza e dagli enti locali, I locali furono ulteriolmente ristrutturati rendendo il teatro capace di ospitare anche compagnie di rilievo nazionale e fu costituita l’associazione “Circolo Culturale Shalom“  . attirati da questa nuova realtà teatrale si ricostituì un gruppo amatoriale con i superstiti della vecchia filodrammatica Salvini, per fare alcuni nomi citiamo, Mario Vettori, Franco Scardigli, Giovanni Casini, Renzo Becherelli, ----------- e nuove leve, che ritrovarono finalmente uno spazio dove realizzare le loro aspirazioni.                   la   nuova   compagnia   che   si   identificava   con   lo   stesso   nome   del   teatro   Shalom,   una caratteristica   di   questo   gruppo   di   amatori   è   sempre   stata   quella   di   rappresentare   lavori   in lingua    italiana,    evitando    il    vernacolo.    A    questo    primo    gruppo    si    aggiunsero    nuovi elementi   con   idee   più   ambiziose   e   nel   18   febbraio   del   1978   fu   deciso   di   mettere   in   scena un lavoro di Pirandello “ma non è una cosa seria”                      attorno   a   questo   grosso   impegno,   la   compagnia   si   arricchì   di   forze   nuove   e   giovani, che    sotto    la    guida    del    regista    Stefano    Maltinti,    diedero    vita    ad    una    rappresentazione piuttosto   anticonformista   per   il   gruppo,   all’inizio   non   senza   molte   critiche,      ma   che   furono zittite    dal    grande    successo    del    lavoro    e    dalla    riuscita    della    sua    realizzazione.    Altro pregevole      lavoro   fu   la   messa   in   scena   da   parte   di   Giampiero   Becherelli   di   due   classici   del teatro L’uomo dal fiore in bocca di Pirandello e Il tabacco fa male di Cechov                         Successivamente   nel   gennaio   del   1979   fu   rappresentato   una   riadattamento   di   un lavoro    di    Molier        “Sganarello    medico    per    forza    e    per    denaro”    con    una    particolare stilizzazione selle scene e dei costumi e una sceneggiatura originale                                     Nel   1980   sopratutto   per   iniziativa,   degli   appartenenti   alla   storica   filodrammatica Salvini,   ormai   integrati   nella   nuova   realtà   del   teatro   Shalom   iniziarono   l’allestimento   di vari   spettacoli   a   partire   da   “Legittima   Difesa”   poi   alcuni   atti   unici:   “Il   caso   Papaleo”, “Domanda di Matrimonio”, “Cecè”,”Due dozzine di rose scarlatte” nel 1982 poi abbiamo “Vite private”  “La resa di Titi”             e   nel   1984   una   particolare   riedizione   del   “Fantasma   di   Canterville”   che   vide   coinvolte anche le scolaresche elementari.                     Dopo    questo    impegnativo    lavoro    si    verificò    nel    gruppo    una    scissione    dovuta    ad incomprensioni    e    una    veduta    diversa    sugli    obbiettivi    del    teatro    amatoriale    una    parte, composta per lo più dagli elementi più anziani  più alcuni giovani, continuò l’attività   presso loShalom                         Mentre   un   consistente   gruppo   partecipò   alla   fondazione   del   “Laboratorio   Teatrale Città      di   Empoli”   che   poi   prenderà   il   nome   di   L.T.E.   (Laboratorio   Teatrale   Empolese) nato   sopratutto   per   promuovere   l’attività   didattica   e            pedagogica      teatrale.   Aderirono   a questa   associazione   il   Minimal   teatro,   il   Circolo   poeti   e   scrittori,   Teatrombria,   Avogadro 20, Lo Sberleffo, La bottega dell’11, L’ARCI di Empoli.                      Dietro   iniziativa   appunto   degli   elementi   provenienti   dal   Teatro   Shalom   furono   presi contatti    con    la    scuola    di    Orazio    Costa,    e    si    iniziò    un    corso    di    teatro    con    insegnanti provenienti   da   Firenze,   provvisoriamente   il   locali   messi   a   disposizione   dall’Istituto   Padri Scolopi    collegio    Calasanzio.    Successivamente    grazie    alla    disponibilità    della    COOP    si trovarono    locali    adatti    presso    Via    della    Repubblica    (dove    attualmente    opera    Il    Giallo Mare Minimal  Teatro)                         Oltre che a organizzare corsi su tecniche teatrali e vari generi di spettacolo, l’L.T.E.       sotto   la   guida      di   Lucio   Chiavarelli   ed   altri   insegnanti,   ha   dato   vita   a   rappresentazione   di        saggi e spettacoli teatrali                                                            
more info more info more info more info